La dieta mediterranea funziona davvero?

La dieta mediterranea, costituisce una delle metodologie alimentari più diffuse e seguite al mondo e deve le sue origini ad alcuni Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ovvero a Italia, Spagna, Grecia e Marocco. Nel 2007, questi Paesi, richiesero al UNESCO, di registrare la dieta mediterranea, come patrimonio culturale dell’umanità: la richiesta, venne accolta nel 2010.

Il realtà, l’importanza di questo metodo alimentare è stato riscoperto e riportato in auge, solo nell’ultimo ventennio.
Ma in cosa consiste effettivamente la dieta mediterranea? Quest’ultima basa essenzialmente il suo funzionamento, attorno al abituale consumo di cereali, frutta, vino ed olio, al contrario della dieta continentale, sua antagonista naturale, che prevede il consumo prevalente di carne, grassi e birra.

Cosa mangiare nella dieta mediterranea

La dieta mediterranea prevede dunque un’alimentazione povera e ricca di amidi, vegetali, legumi ed olio, mentre l’assunzione di carne e pesce è abbastanza relativa. La dieta mediterranea, è un’alimentazione figlia del passato e di un periodo economicamente povero in cui reperire, alimenti diversi da legumi e cereali, risultava alquanto complesso. Nonostante al giornio d’oggi il benessere economico e l’abbondanza di risorse permetta di reperire con grande facilità alimenti come carne, pesce e tutti gli alimenti ricollegabili a grassi saturi, la dieta mediterranea continua ad essere seguita ed osannata da un gran numero di nutrizionisti in giro per il mondo. Basti pensare che in media, un essere umano, necessita di circa 1200 calorie al giorno di cui ben il 70% sono costituite da carboidrati, contenuti nei cereali che sono alla base della dieta mediterranea.

Inoltre è stato provato che il 10% del fabbisogno giornaliero di proteine, è consigliabile sia di origine vegetale e non animale come suggerirebbe invece la dieta continentale. Vediamo nello specifico, un esempio di dieta mediterranea, adattata ai tempi moderni e che quindi contempla in minima parte, anche il consumo di carne e pesce:

  • grassi non saturi ma buoni e dunque vegetali, contenuti nell’olio d’oliva
  • grande consumo di verdure stagionali sia cotte che crude in accompagnamento ai secondi piatti o da affiancare ad una porzione di legumi che può sostituire un secondo a base di carne
  • porzioni carne essenzialmente magre come ad esempio il tacchino.

Come per ogni dieta che si rispetti, anche per quanto riguarda la dieta mediterranea, è essenziale non esagerare nelle quantità degli alimenti assunti, in particolare per quanto concerne l’apporto di carboidrati e quindi di pasta, pane, pizza e patate. La porzione di pasta giornaliera da consumare categoricamente a pranzo, non dovrebbe superare i 60 grammi.

Anche il vino, gli alcolici in genere e le bevande gassate, non devono essere consumati in quantità eccessive, altrimenti si rischia di inficiare tutto il lavoro svolto attraverso il controllo sull’assunzione bilanciata degli alimenti.

Ma la dieta mediterranea, funziona davvero?

La risposta ad una simile domande risulta essere molto ampia. C’è da precisare in prima analisi che, un’applicazione ferrea dei precetti della dieta mediterranea, che prevede un elevato consumo di amidi e quindi di carboidrati, non si sposa in maniera corretta con lo stile di vita moderno prevalentemente sedentario:un elevato apporto di carboidrati senza un adeguato supporto di attività fisica, produrrebbe risultati indesiderati e contrari al fine ultimo di una dieta. I nostri bisnonni al contrario nostro, conducevano una vita molto attiva, dedita all’agricoltura ed alla coltivazione dei campi che richiedeva un grande dispendio di energia: da qui l’elevato consumo di carboidrati. La dieta mediterranea moderna, ha dunque necessariamente dovuto apportare delle modifiche nella sua struttura, andando a diminuire le quantità di carboidrati a favore delle proteine preferibilmente vegetali oppure animali magre. La chiave per rendere la dieta mediterranea davvero utile e salutare per l’organismo, è quella di consumare tutte le varietà di cereali esistenti e dunque non soffermarsi solo ed esclusivamente sulla pasta ma variare anche con orzo, avena, miglio e farro, alimenti importantissimi per la salute e ricchi di fibre.

Se seguita correttamente, la dieta mediterranea produce numerosi effetti benefici come un’elevata protezione contro numerose malattie cardiovascolari. Negli anni 50, uno studioso statunitense, osservò proprio la correlazione tra alimentazione e malattie cardiovascolari, e prese ad esame gli stili alimentari degli abitanti di Creta in Grecia ed il paese di Nicotera in Calabria. Attraverso questa ricerca, vennero analizzati dodicimila soggetti situati in sette Paesi differenti e si osservò che il tasso di mortalità a causa di infarti, era nettamente inferiore nei Paesi dell’area mediterranea, al contrario di Paesi come Germania o Olanda dove i casi di malattie cardiovascolari erano nettamente superiori.

La dieta mediterranea, facilita inoltre, l’assunzione di antiossidanti alimentari come vitamina C, vitamina E e vitamina A attraverso il consumo di legumi e vegetali. Gli antiossidanti hanno la funzione di combattere i radicali liberi e di esercitare un’importante funzione di prevenzione verso malattie come il cancro, gli ictus l’Alzhaimer.
Con la dieta mediterranea è anche possibile perdere peso a patto che non si superi un certo numero di calorie giornaliere che può variare in base alla salute, all’età ed alle attività fisiche svolte dal soggetto quotidianamente: in questo caso, è sempre consigliabile rivolgersi ad un nutrizionista per un consulto.